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Attrezzature ad alto rischio

Pressione, protezione dalle esplosioni e sicurezza delle macchine: dove la dichiarazione non basta e l'audit di fabbrica detta i tempi.

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Questa sezione raccoglie i prodotti per cui la Commissione Economica Eurasiatica ha scritto i regolamenti più severi: le attrezzature che operano sopra 0,05 MPa secondo il TR CU 032/2013, le apparecchiature destinate alle atmosfere esplosive secondo il TR CU 012/2011, le macchine del TR CU 010/2011 e i mezzi antincendio del TR EAEU 043/2017. La forma di attestazione non è una scelta commerciale: discende dalla specifica tecnica, cioè da pressione, capacità, gruppo del fluido e posizione nell'elenco dei prodotti. Una pompa elettrica antideflagrante ne chiama in causa quattro insieme, con il TR CU 004 sulla bassa tensione e il TR CU 020 sulla compatibilità elettromagnetica (EMC).

Il tratto comune è che la dichiarazione autonoma quasi mai basta. Il TR CU 012 non prevede affatto la via della dichiarazione: per un'apparecchiatura Ex esiste solo il certificato. Il TR CU 032 assegna la dichiarazione alle categorie 1 e 2 e il certificato alle categorie 3 e 4, e la sostituzione funziona in una sola direzione, verso l'alto. Nel TR CU 010 le prime quattordici posizioni dell'elenco, fino alle macchine di sollevamento e alle gru per carichi pesanti, vogliono il certificato. Anche gli schemi di dichiarazione del TR EAEU 043 si reggono su rapporti di laboratori antincendio accreditati nell'Unione, e quei laboratori sono pochissimi.

Di conseguenza l'organismo di certificazione entra nel calendario molto presto, e il passaggio che decide i tempi è l'audit dello stabilimento. Nello schema 1c l'analisi dello stato della produzione precede il rilascio e torna ogni anno come controllo ispettivo. Nello schema 5d del TR CU 010 la dichiarazione non si registra finché un esperto non ha visitato il sito e provato l'attrezzatura in funzione, e se la macchina lo attende senza targa di identificazione o con il montaggio incompleto può rientrare senza aver provato nulla. Serve inoltre un richiedente, una persona giuridica residente in un paese dell'Unione doganale.

Per un fabbricante italiano la tentazione è presentare il fascicolo che già sostiene la marcatura CE. Funziona in parte: i rapporti di prova europei reggono sulla via della dichiarazione, quando la norma applicata è armonizzata con quella eurasiatica, mentre per un certificato è l'organismo a prelevare i campioni. La giustificazione della sicurezza, che solo il TR CU 010 e il TR CU 032 impongono, non ha equivalente nel fascicolo PED, e il passaporto tecnico secondo la GOST 34347-2017 è il documento che più spesso fa tornare indietro una pratica. Gli articoli sotto percorrono i singoli schemi. Se conosce prodotto e parametri, ci scriva: le nomineremo lo schema applicabile.

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Domande frequenti

Il fascicolo che sostiene la marcatura CE mi serve per l'EAC?

In parte. I rapporti di un laboratorio europeo sono accettati sulla via della dichiarazione, quando la norma applicata è armonizzata con la norma eurasiatica corrispondente, e nello schema 9c i certificati europei delle macchine entrano nel fascicolo come documenti a supporto. Sulla via del certificato è l'organismo a prelevare i campioni. Non si trasferisce poi la classificazione: le categorie da I a IV della direttiva PED non corrispondono alle quattro categorie del TR CU 032, che si ricavano da pressione, capacità e gruppo del fluido. Mancano infine la giustificazione della sicurezza, il calcolo di resistenza secondo i GOST e il passaporto tecnico, tutti nella lingua di lavoro dell'Unione.

Si può evitare l'audit dello stabilimento?

Sì, in un caso preciso. Lo schema 9c del TR CU 010 non prevede né audit del sito né campioni, e si applica a una quantità limitata consegnata a un destinatario già individuato nell'Unione, per esempio due gru a torre per un cliente noto. Il prezzo è documentale: rapporti di prova, disegni, certificati dei materiali e manuale d'uso devono reggere da soli l'esame. Per un certificato seriale secondo lo schema 1c l'audit fa invece parte dello schema, e ogni anno torna un controllo ispettivo che può consistere in nuove prove su campioni, in una nuova analisi della produzione o in entrambe.

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