Certificato antincendio per l'Unione Economica Eurasiatica

Dall'inizio del 2020 i mezzi di sicurezza antincendio e di estinzione distribuiti nell'Unione sono confermati secondo il TR EAEU 043/2017. La certificazione segue gli schemi 1c, 3c e 4c, la dichiarazione gli schemi 3d, 4d e 6d. In entrambi i casi il richiedente assume obblighi che durano ben oltre il documento.
Che cosa copre il TR EAEU 043/2017
Dall’inizio del 2020 la sicurezza antincendio di alcune categorie di prodotti distribuiti nell’Unione Doganale si conferma secondo il TR EAEU 043/2017, Sui requisiti dei mezzi di sicurezza antincendio e di estinzione degli incendi.
Il regolamento si applica ai mezzi di sicurezza antincendio e di estinzione: prodotti destinati a prevenire e combattere gli incendi, a soccorrere le persone, a proteggere i beni e l’ambiente e a ridurre i danni da incendio. Fissa requisiti sia per i prodotti sia per la loro marcatura.
Tutto ciò che resta fuori dal campo di applicazione del TR EAEU continua a essere disciplinato dalla normativa nazionale. È il punto che sfugge più spesso: restare fuori dal regolamento non significa restare fuori da ogni regola.
Certificazione o dichiarazione?
Il regolamento prevede entrambe le forme. In un caso e nell’altro il richiedente è il fabbricante, il suo rappresentante ufficiale oppure il venditore dei prodotti.
| Percorso | Schemi |
|---|---|
| Certificazione | 1c, 3c, 4c |
| Dichiarazione | 3d, 4d, 6d |
La dichiarazione può essere sostituita dalla certificazione a discrezione del richiedente. Il percorso inverso non è ammesso.
Validità
| Produzione | Certificato | Dichiarazione |
|---|---|---|
| Partita o esemplare singolo | Non stabilita | Non stabilita |
| Produzione di serie | 5 anni | Fino a 5 anni |
I dati dei documenti registrati confluiscono nel Registro unico dei certificati di conformità rilasciati e delle dichiarazioni di conformità registrate.
Che cosa contiene il fascicolo documentale
- le specifiche tecniche, oppure la descrizione del prodotto;
- la documentazione tecnica dove esiste: progettuale, di processo o di esercizio;
- l’elenco delle norme applicate per rendere il prodotto conforme al regolamento;
- la descrizione delle soluzioni tecniche che dimostrano la conformità, quando non sono state applicate norme o non ne esistono;
- il contratto o il contratto di fornitura e i documenti di spedizione, nel caso di una partita;
- copia del contratto con il fabbricante, anche estero, relativo alla garanzia di conformità e alla responsabilità per la non conformità, nel caso di una persona autorizzata dal fabbricante secondo lo schema 1c;
- i documenti relativi a materiali, componenti e parti costitutive, dove esistono;
- ogni altro documento in grado di dimostrare la conformità.
Che cosa aggiunge la dichiarazione
La dichiarazione richiede lo stesso fascicolo, con in più:
- un rapporto di prova;
- un rapporto di controllo della produzione, schema 3d;
- un certificato del sistema di gestione della qualità, o una sua copia, schema 6d.
Che cosa deve fare il titolare del certificato dopo il rilascio
Il certificato non chiude gli obblighi. Il richiedente deve:
- consegnare all’organismo di certificazione il fascicolo documentale descritto sopra;
- dopo la certificazione, comporre un fascicolo che raccolga tutto quanto è stato presentato con la domanda, i rapporti di prova del laboratorio e il certificato, e conservarlo per almeno 10 anni dalla scadenza del certificato;
- apporre sui prodotti il marchio di conformità eurasiatica;
- adottare le misure necessarie a mantenere stabile la produzione, in modo che i prodotti successivi corrispondano a quanto è stato confermato in sede di certificazione;
- comunicare all’organismo di certificazione che ha rilasciato il certificato ogni modifica della progettazione, della composizione del prodotto o della tecnologia di fabbricazione.
L’ultimo punto ha conseguenze concrete. Se qualcosa cambia entro il termine di validità del certificato, l’organismo di certificazione analizza la documentazione fornita dal richiedente e stabilisce se servono nuove prove oppure un’analisi delle condizioni di produzione. E i documenti raccolti dal richiedente ai fini della certificazione vanno esibiti alle autorità di vigilanza su richiesta.
Quali prodotti rientrano nel campo di applicazione
Diciannove gruppi in tutto. I primi nove sono:
- le sostanze estinguenti: polveri, schiumogeni, agenti bagnanti, sostanze gassose;
- i mezzi di protezione dal fuoco per il legname e per i materiali a base di legno, per i cavi e per le strutture in acciaio o in cemento armato;
- gli articoli lineari per installazioni elettriche realizzati con materiali non metallici;
- gli estintori, portatili e carrellati;
- i dispositivi di estinzione autonomi;
- le cassette antincendio, gli idranti e le valvole di intercettazione;
- i mezzi mobili di estinzione;
- i mezzi tecnici che operano all’interno dei sistemi di automazione antincendio;
- i mezzi tecnici che operano all’interno degli impianti di estinzione automatici, compresi quelli autonomi, robotizzati e modulari.
I gruppi restanti riguardano i dispositivi di protezione individuale del vigile del fuoco, le attrezzature di soccorso, i componenti dei sistemi di evacuazione dei fumi e le chiusure delle barriere antincendio.
Fonti
- TR EAEU 043/2017, Sui requisiti dei mezzi di sicurezza antincendio e di estinzione degli incendi, Commissione Economica Eurasiatica
- Registro unico dei certificati di conformità rilasciati e delle dichiarazioni di conformità registrate, UEE
Domande frequenti
Quali schemi prevede il TR EAEU 043/2017?
La certificazione utilizza gli schemi 1c, 3c e 4c, la dichiarazione gli schemi 3d, 4d e 6d. Lo schema di dichiarazione lo sceglie il richiedente stesso, e la dichiarazione può essere sostituita dalla certificazione a sua discrezione. Il percorso inverso non è ammesso.
Per quanto tempo va conservata la documentazione?
Almeno 10 anni dalla scadenza del certificato. Il fascicolo deve comprendere tutto quanto è stato presentato all'organismo di certificazione insieme alla domanda, i rapporti di prova del laboratorio e il certificato stesso. Le autorità di vigilanza possono richiederlo e il richiedente è tenuto a produrlo.
Che cosa succede se il prodotto cambia mentre il certificato è in corso di validità?
Il richiedente deve comunicare all'organismo che ha rilasciato il certificato ogni modifica della progettazione o della composizione del prodotto, oppure della tecnologia di fabbricazione. L'organismo analizza poi la documentazione fornita dal richiedente e stabilisce se servono nuove prove, un'analisi delle condizioni di produzione o entrambe.
Non sa quale si applica al suo prodotto? Ce lo mandi e glielo diciamo


