Certificare le apparecchiature antideflagranti per il Brasile
Certificazione INMETRO per apparecchiature Ex: le tre categorie, i documenti da presentare e perché IECEx vale come presunzione di conformità e ATEX no.
Che cosa copre davvero il G-Mark nei sette stati GSO e quale schema nazionale serve accanto per i prodotti che ne restano fuori.
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Il G-Mark è il marchio di conformità del Golfo. Attesta che il prodotto rispetta i requisiti di salute, sicurezza e ambiente fissati dai regolamenti tecnici della GSO, la GCC Standardization Organization, e viene rilasciato da un organismo notificato dopo prove presso un laboratorio riconosciuto. Vale in sette stati membri: Bahrein, Kuwait, Qatar, Oman, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Yemen. L'elenco non coincide con quello del Consiglio di cooperazione del Golfo, perché lo Yemen ha aderito alla GSO nel 2010 senza essere membro del Consiglio. Un solo certificato apre tutti e sette quei mercati.
Il limite dello schema è il suo campo di applicazione. Il G-Mark esiste solo dove esiste un regolamento tecnico GSO che copra la categoria: i giocattoli destinati a bambini di età inferiore a 14 anni sotto il BD-131704-01, i prodotti per l'infanzia come seggiolini auto e passeggini, gli apparecchi a gas, le apparecchiature elettriche a bassa tensione considerate ad alto rischio, tra cui ferri da stiro, bollitori, forni a microonde e prese. Per il resto della merce il marchio non è previsto, e la sua assenza non è un permesso di spedire.
Da qui la forma reale del problema. La maggior parte degli esportatori ha bisogno del G-Mark e, accanto, di uno schema nazionale. In Arabia Saudita la valutazione passa dal SASO SALEEM attraverso la piattaforma SABER: il Product Certificate of Conformity dura un anno ed è vincolato all'importatore registrato, quindi non segue la merce se cambiate importatore, e ogni spedizione richiede in più il proprio Shipment Certificate of Conformity. Negli Emirati il MOIAT gestisce l'ECAS, che per le categorie ad alto rischio sale all'EQM, con audit e ispezioni in fabbrica.
Per un fabbricante italiano l'errore più costoso è dare per acquisita la marcatura CE. La dichiarazione di conformità redatta secondo la direttiva bassa tensione e la direttiva EMC non produce alcun effetto a una dogana del Golfo. Le prove che le stanno sotto viaggiano molto meglio: un rapporto emesso da un laboratorio accreditato ISO/IEC 17025 è spesso riutilizzabile, e il SASO IECEE si fonda sulla stessa base IEC. Confermate quali laboratori riconosce il paese di destinazione prima di prenotare le prove. Se ci scrivete prodotto e mercato, vi indichiamo lo schema applicabile.
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Certificazione INMETRO per apparecchiature Ex: le tre categorie, i documenti da presentare e perché IECEx vale come presunzione di conformità e ATEX no.
No. Il G-Mark copre le categorie per cui esiste un regolamento tecnico GSO, mentre lo sdoganamento saudita passa dalla piattaforma SABER: serve un Product Certificate of Conformity, valido un anno e legato all'importatore registrato, più uno Shipment Certificate of Conformity per ciascuna spedizione. I due percorsi corrono affiancati e nessuno dei due sostituisce l'altro.
Come certificato no, perché gli stati GSO valutano secondo i propri regolamenti tecnici. Come evidenza spesso sì: i rapporti di prova IEC che sostengono la vostra dichiarazione di conformità sono riutilizzabili se il laboratorio è accreditato ISO/IEC 17025 e riconosciuto dal mercato di destinazione. Verificate quel riconoscimento prima di commissionare le prove, non dopo.
Mandi nome del prodotto, codice HS e dati tecnici. Riceve il percorso applicabile, l'elenco dei documenti e i tempi, prima di qualsiasi impegno.
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