Prove in loco secondo lo schema 5d del TR CU 010: un caso

Nello schema 5d la dichiarazione non può essere registrata finché un esperto non ha visitato il sito, provato l'attrezzatura in funzione ed emesso il Certificato di Tipo. Questo caso, miscelatori di poliolo provati nel luogo di installazione anziché in Corea, mostra i quattro controlli fatti prima della trasferta e i tre problemi emersi comunque il giorno stesso.
Che cosa richiede lo schema 5d
Per registrare una dichiarazione di conformità ai sensi del TR CU 010 nello schema 5d occorre organizzare una visita al sito di produzione per la ricerca e le prove sul prodotto. Dopo l’audit e le prove, l’organismo di certificazione rilascia un Certificato di Tipo, un certificato di ricerca sul progetto e un rapporto di prova. La dichiarazione viene poi registrata sulla base di questi due documenti.
In questo caso i prodotti erano miscelatori per la miscelazione del poliolo, installati presso un sito produttivo all’interno dell’Unione.
Provare in Corea, dove i miscelatori sono fabbricati, era un’opzione. Con le restrizioni agli spostamenti durante il COVID-19, le prove in loco erano l’opzione migliore.
Che cosa abbiamo verificato prima di fissare la data
Quattro punti, in ordine:
- Documentazione raccolta. Tutto quanto serve per la dichiarazione, predisposto insieme al fabbricante. L’elenco dei documenti viene comunicato ai clienti con largo anticipo, perché è la voce che più facilmente sposta la data.
- Attrezzatura arrivata e installata in stabilimento.
- Modello concordato. Quale dei miscelatori l’esperto dell’organismo di certificazione avrebbe provato, definito con il fabbricante anziché deciso il giorno stesso.
- Modo operativo confermato dallo stabilimento. Questo è il punto critico. Le prove si eseguono con l’attrezzatura in funzione, così da poter rilevare le caratteristiche tecniche di lavoro, e sono i valori rilevati a costituire la base della documentazione.
Con lo stabilimento pronto a riceverci, abbiamo concordato con l’esperto la data della trasferta.
Che cosa ha trovato l’esperto il giorno delle prove
Nonostante la preparazione, durante l’ispezione sono emersi tre problemi.
| # | Problema |
|---|---|
| 1 | Nessuna targa di identificazione su nessuno dei tre modelli |
| 2 | Isolamento termico non montato: l’attrezzatura deve essere completamente pronta al funzionamento durante le prove |
| 3 | Il modello selezionato non poteva essere messo in funzione |
Ognuno di questi punti può chiudere la visita. In casi simili l’esperto può rifiutarsi di eseguire le prove e rientrare, con la trasferta spesa e la data persa.
Come è stato risolto ciascun punto
- La targa di identificazione. Il disegno era già completo e l’etichetta stava per essere applicata all’attrezzatura, quindi la mancanza è stata documentata anziché risultare fatale.
- L’isolamento termico. Sarebbe stato montato in tempi brevi e non avrebbe inciso in modo significativo sui valori rilevati.
- Il modello da provare. Siamo passati a un altro miscelatore che era in modo operativo. Il suo volume era maggiore, quindi le prove sono durate diverse ore in più del previsto.
Dopo le prove, ogni difetto individuato dall’esperto ha dovuto essere corretto. Solo allora l’esperto ha predisposto la documentazione necessaria a registrare la dichiarazione di conformità.
Che cosa insegna questo caso
I quattro controlli preliminari non hanno evitato i tre problemi, ed è proprio questo il punto. Quello che ha contato davvero, la conferma che l’attrezzatura fosse in modo operativo, è la ragione per cui un modello sostitutivo era disponibile. Senza quella conferma la visita si sarebbe chiusa senza alcuna prova eseguita e con l’esperto sul treno del ritorno.
Se da una visita nello schema 5d si deve portare via una sola indicazione, è questa: avere più di un’unità realmente in funzione.
Fonti
- TR CU 010/2011, Sulla sicurezza di macchine e attrezzature, Commissione Economica Eurasiatica, schema 5d
- Classificazione nazionale degli impianti di produzione pericolosi
Domande frequenti
Perché eseguire le prove in loco e non presso il fabbricante?
Lo schema 5d richiede una visita al sito di produzione per la ricerca e le prove sul prodotto. Quando l'attrezzatura è già installata e in funzione presso lo stabilimento del cliente, provarla lì è spesso più pratico che raggiungere il paese di fabbricazione, soprattutto in presenza di restrizioni agli spostamenti come quelle della pandemia.
Che cosa deve essere pronto prima dell'arrivo dell'esperto?
Quattro punti: la documentazione raccolta, l'attrezzatura consegnata e installata, il modello da provare concordato con il fabbricante e la conferma dello stabilimento che l'attrezzatura è in modo operativo. Le prove si eseguono con l'attrezzatura in funzione, perché è dalle caratteristiche tecniche di lavoro che si redige la documentazione.
L'esperto può rifiutarsi di eseguire le prove?
Sì. Se l'attrezzatura non è pronta, senza targa di identificazione, con montaggio incompleto o con un modello che non può essere messo in funzione, l'esperto ha facoltà di non eseguire le prove e rientrare. In questo caso le pendenze sono state risolte in giornata, correggendo ciò che era correggibile e passando a un modello che era in funzione.
Non sa quale si applica al suo prodotto? Ce lo mandi e glielo diciamo


