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Certificazione halal per l'export nei paesi del Golfo

Illustrazione della certificazione halal per l'export nel GCC con icone di certificati

La certificazione halal attesta che il prodotto e i processi produttivi rispettano le norme islamiche, e il campo di applicazione va oltre gli ingredienti: comprende produzione, stoccaggio, trasporto e vendita. I paesi del GCC accettano soltanto certificati di organizzazioni islamiche riconosciute, quindi la scelta dell'organismo decide se il certificato sarà spendibile all'importazione.

Che cosa copre davvero la certificazione halal

I mercati del GCC applicano requisiti severi alla qualità e alla sicurezza dei prodotti, in particolare per alimenti, cosmetici e farmaci. La certificazione halal attesta che il prodotto è conforme alle norme islamiche.

Il campo di applicazione è più ampio di quanto si aspetti chi affronta la procedura per la prima volta. Non si ferma agli ingredienti: riguarda i metodi di produzione, lo stoccaggio, il trasporto e la vendita. Una ricetta conforme, lavorata su una linea condivisa, non è conforme.

La certificazione è regolata da organizzazioni islamiche internazionali e locali ed è obbligatoria per esportare nei paesi del GCC.

Fase 1: stabilire se serve

La certificazione è obbligatoria per:

  • alimenti e bevande;
  • cosmetici e profumi;
  • prodotti farmaceutici;
  • additivi e ingredienti che contengono componenti di origine animale.

Fase 2: scegliere un organismo di certificazione accreditato

I paesi del GCC accettano certificati solo da organizzazioni islamiche riconosciute. L’organismo deve essere accreditato da un ente come:

Ente di accreditamento Paese
ESMA, Emirates Authority for Standardization and Metrology Emirati Arabi Uniti
SFDA, Saudi Food and Drug Authority Arabia Saudita
GAC, GCC Accreditation Center Tutto il GCC

È la decisione che determina se l’intero percorso sarà spendibile. Un certificato tecnicamente ineccepibile, rilasciato da un organismo fuori da quel perimetro di riconoscimento, non apre il mercato.

Fase 3: preparare la documentazione

  • una descrizione dettagliata del prodotto;
  • la composizione e l’origine di tutti gli ingredienti;
  • i certificati delle materie prime impiegate;
  • le informazioni sul processo produttivo e sulla logistica.

Fase 4: l’audit di produzione

L’audit verifica:

  • la pulizia degli impianti e l’assenza di contaminazione crociata;
  • il rispetto dei requisiti halal in lavorazione, stoccaggio e trasporto;
  • la qualifica del personale e la sua conoscenza degli standard halal.

Il terzo punto viene spesso trascurato. La conformità halal dipende dalle procedure quanto dagli impianti, e un audit che trova operatori incapaci di spiegare i requisiti ha individuato una carenza reale.

Fase 5: le prove di laboratorio

I prodotti vengono analizzati per rilevare i componenti vietati: carne suina, alcol e additivi non ammessi.

Fase 6: il certificato

Viene rilasciato al superamento di tutte le fasi e si rinnova periodicamente secondo i requisiti del singolo paese del GCC. Non è un documento una tantum.

Che cosa apre

  • l’accesso al mercato del GCC, dove i prodotti halal sono obbligatori;
  • la fiducia dei consumatori musulmani;
  • la fornitura a supermercati, hotel e ristoranti in tutto il Medio Oriente;
  • l’allineamento agli standard internazionali di sicurezza e qualità.

Fonti

  • ESMA/MOIAT, Emirates Authority for Standardization and Metrology, requisiti halal
  • SFDA, Saudi Food and Drug Authority
  • GAC, GCC Accreditation Center
  • Serie GSO 2055, standard halal del GCC

Domande frequenti

Quali prodotti richiedono la certificazione halal per il GCC?

Alimenti e bevande, cosmetici e profumi, prodotti farmaceutici, additivi e ingredienti che contengono componenti di origine animale. Il requisito non si limita alla composizione: riguarda anche i metodi di produzione, lo stoccaggio, il trasporto e la vendita.

Di quali organismi il GCC accetta i certificati?

Soltanto di organizzazioni islamiche riconosciute. L'organismo di certificazione deve essere accreditato da un ente come ESMA negli Emirati Arabi Uniti, la Saudi Food and Drug Authority in Arabia Saudita o il GCC Accreditation Center. Un certificato emesso fuori da quel perimetro non è utilizzabile all'importazione.

Che cosa viene verificato durante l'audit?

La pulizia degli impianti e l'assenza di contaminazione crociata, il rispetto dei requisiti halal in lavorazione, stoccaggio e trasporto, la qualifica del personale e la sua conoscenza degli standard halal. Le prove di laboratorio verificano poi l'assenza di carne suina, alcol e additivi non ammessi.

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