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Certificazione halal in Marocco: i requisiti per gli esportatori

Illustrazione del Marocco con un sigillo di certificazione halal e un documento di certificato

Con oltre il 99% della popolazione che pratica l'Islam, il Marocco tratta la certificazione halal come una condizione di mercato e non come una nicchia. Il perimetro si è esteso ben oltre gli alimentari, fino a cosmetici, farmaci, logistica e turismo, ed è regolato a livello nazionale accanto ai certificati riconosciuti allineati agli standard OIC/SMIIC.

Perché il Marocco prende sul serio la certificazione halal

Oltre il 99% della popolazione marocchina pratica l’Islam, e questo rende i prodotti conformi alle regole halal un fattore strategico tanto per i produttori locali quanto per gli esportatori esteri.

Negli ultimi anni il perimetro della certificazione si è spostato ben oltre gli alimentari. Oggi arriva a cosmetici, farmaci, logistica e persino servizi turistici, al punto che per chi punta al mercato marocchino è diventata uno strumento di competitività più che un requisito di categoria.

I quattro settori

Alimentari. Il centro dell’attenzione sono carne, latticini e dolciumi. La domanda di prodotti importati cresce in modo costante, soprattutto per pollame, carne bovina e piatti pronti.

Cosmetica e profumeria. Una popolazione giovane e le tendenze globali alimentano una domanda stabile. Il mercato marocchino dei cosmetici halal è cresciuto di oltre il 12% nel 2023.

Farmaci. Ai medicinali viene chiesto sempre più spesso di dimostrare la conformità halal, in particolare a capsule, integratori e prodotti con componenti di origine animale.

Servizi. Turismo e logistica stanno adottando gli standard halal, e questo apre opportunità al di fuori della produzione di beni.

Che cos’è la certificazione halal

Halal, dall’arabo “lecito”, indica un sistema di regole che governa produzione, trasformazione e distribuzione di beni e servizi in conformità alla Sharia.

In Marocco la materia è regolata dagli enti nazionali di normazione, con IMANOR come organismo nazionale di riferimento. Sono riconosciuti anche i certificati internazionali e regionali allineati agli standard OIC/SMIIC.

Che cosa deve soddisfare un esportatore

Prodotti alimentari

  • divieto di carne suina e dei suoi derivati;
  • divieto di alcol e di ingredienti a base alcolica;
  • animali macellati secondo le regole della Sharia;
  • linee di produzione separate dai prodotti non halal.

Quest’ultimo requisito è quello che più spesso impone un intervento sullo stabilimento anziché sulla ricetta, ed è il più difficile da introdurre su un impianto già esistente.

Cosmetici e farmaci

  • esclusione dei componenti di origine animale non conformi alla Sharia;
  • divieto di ingredienti a base alcolica.

Nella cosmetica il divieto sull’alcol pesa più di quanto sembri. L’etanolo è diffusissimo come solvente e conservante, quindi ciò che la certificazione richiede davvero è spesso una riformulazione e non solo un lavoro documentale.

Fonti

  • IMANOR, Institut Marocain de Normalisation
  • OIC/SMIIC, Standards and Metrology Institute for Islamic Countries, serie di standard halal

Domande frequenti

Chi regola la certificazione halal in Marocco?

Gli enti nazionali di normazione, con IMANOR come organismo nazionale di riferimento. Sono riconosciuti anche i certificati internazionali e regionali allineati agli standard OIC/SMIIC, quelli dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica, quindi un esportatore non parte quasi mai da zero.

Che cosa prevedono i requisiti per gli alimentari?

Divieto di carne suina e dei suoi derivati, divieto di alcol e di ingredienti a base alcolica, macellazione secondo le regole della Sharia e linee di produzione separate dai prodotti non halal. La separazione delle linee è il requisito che più spesso impone un intervento sullo stabilimento e non sulla ricetta.

La certificazione halal riguarda solo gli alimentari?

Sempre meno. Cosmetica e profumeria sono un segmento in crescita, il mercato marocchino dei cosmetici halal è cresciuto di oltre il 12% nel 2023, e ai farmaci viene chiesto sempre più spesso di dimostrare la conformità, in particolare a capsule, integratori e prodotti con componenti di origine animale. Anche turismo e logistica stanno adottando gli standard halal.

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