1d o 3d: lo schema di dichiarazione per EMC e bassa tensione

Per i prodotti di produzione in serie sotto il TR CU 020 e il TR CU 004, due schemi determinano come si emette la dichiarazione. Il 1d si basa sulle prove raccolte dal richiedente, il 3d richiede un laboratorio accreditato dell'Unione doganale. Nessuno dei due regolamenti impone che le prove per il 1d provengano da un laboratorio dell'Unione doganale, anche se la prassi corrente lo dà per scontato da tempo.
Perché la domanda ha cominciato a circolare
Due cambiamenti hanno reso gli schemi di certificazione un tema concreto, e non un dettaglio tecnico.
Il sistema di certificazione nei paesi dell’Unione doganale è diventato molto più rigoroso. Le richieste del tipo “mi serve il certificato domani, senza campione, senza audit” hanno smesso di funzionare; la procedura oggi segue l’intenzione di ciascun regolamento tecnico, e il fabbricante la percorre sul serio.
Nello stesso periodo i clienti hanno cominciato a voler capire quale schema si adatti davvero al loro caso, per valutare i rischi invece di scoprirli dopo.
I due schemi
Prendendo come esempio il TR CU 020/2011 (EMC) o il TR CU 004/2011 (bassa tensione), i prodotti di produzione in serie hanno due schemi principali per l’emissione di una dichiarazione di conformità.
| Schema | Origine richiesta delle prove |
|---|---|
| 1d | Prove raccolte dal richiedente stesso |
| 3d | Laboratorio di prova accreditato o organismo di certificazione dei SGQ iscritto al Registro unico dell’Unione doganale |
Esiste una terza forma, il certificato di conformità, e lì nessun dubbio di schema si pone: le prove vanno eseguite in un laboratorio accreditato all’interno dell’Unione.
Che cosa consente davvero il 1d
Se il vostro dispositivo elettronico richiede una dichiarazione per la EMC o per la bassa tensione, lo schema 1d significa che individuate le norme applicabili al prodotto, elencate negli allegati al regolamento tecnico, di solito con il prefisso GOST, e vi accertate che il prodotto sia conforme.
Questo può avvenire con prove nel laboratorio interno del fabbricante, oppure rivolgendosi a qualunque altro laboratorio. Spetta al richiedente decidere come dimostrare la conformità.
Con il 3d ci si rivolge invece a un laboratorio accreditato dell’Unione doganale, la cui competenza è stata confermata dall’organismo nazionale di accreditamento, e questo garantisce la qualità del campionamento e delle prove.
La convinzione che i rapporti esteri non si possano usare
Per anni ha prevalso l’idea che i rapporti di prova esteri emessi rispetto a norme IEC non possano valere come prova, nemmeno con lo schema 1d, semplicemente perché i fornitori di servizi di certificazione si sono abituati ad accettare solo rapporti prodotti nei laboratori dell’Unione doganale.
Non c’è una riga nel TR CU 020 né nel TR CU 004 che imponga rapporti di origine dell’Unione doganale nello schema 1d.
Il motivo per cui i rapporti IEC funzionano sta negli allegati. L’elenco di norme GOST allegato al TR CU 020 rimanda ad analoghi IEC. La GOST 30886-2002, per esempio, dichiara nel proprio testo di essere identica alla EN 55103-1:1996, quindi un rapporto di prova rispetto alla EN 55103-1:1996 dimostra che il prodotto soddisfa i requisiti imposti dal TR CU.
Le tre strade, dette in chiaro
- Schema 1d con rapporti emessi da un laboratorio situato nell’Unione doganale.
- Schema 1d con rapporti emessi nel laboratorio interno del fabbricante, o in un laboratorio di prova europeo.
- Schema 3d con rapporti emessi da un laboratorio di certificazione accreditato nell’Unione doganale.
La strada 2 è quella che resta più spesso inutilizzata. Prima di commissionare nuove prove, verificate se la GOST applicabile al vostro prodotto si dichiara identica a una norma rispetto alla quale avete già provato.
Fonti
- TR CU 020/2011, Compatibilità elettromagnetica dei mezzi tecnici, Commissione Economica Eurasiatica, e il suo elenco allegato di norme
- TR CU 004/2011, Sulla sicurezza del materiale in bassa tensione
- GOST 30886-2002 e EN 55103-1:1996, la relazione di identità citata sopra
- Registro unico degli organismi di certificazione e dei laboratori di prova dell’Unione doganale
Domande frequenti
Qual è la differenza tra gli schemi 1d e 3d?
Con il 1d la dichiarazione si basa sulle prove raccolte dal richiedente stesso, su prove svolte nel laboratorio interno del fabbricante o in qualunque altro laboratorio che il richiedente scelga. Con il 3d le prove vanno ottenute con la partecipazione di un laboratorio di prova accreditato o di un organismo di certificazione dei sistemi di gestione della qualità iscritto al Registro unico dell'Unione doganale.
Si possono usare rapporti di prova IEC esteri con lo schema 1d?
Nulla nel TR CU 020 o nel TR CU 004 richiede rapporti di prova di origine dell'Unione doganale quando si usa lo schema 1d. Gli allegati elencano norme GOST, e molte di esse sono identiche ai rispettivi analoghi IEC o EN. La GOST 30886-2002, per esempio, è identica alla EN 55103-1:1996, quindi un rapporto rispetto a quella norma EN dimostra la conformità.
Vale anche per i certificati?
No. Per il certificato di conformità non c'è ambiguità: le prove vanno eseguite in un laboratorio accreditato all'interno dell'Unione. La questione dello schema si pone solo per le dichiarazioni.
Non sa quale si applica al suo prodotto? Ce lo mandi e glielo diciamo


